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SONIA PISTONI, PD SASSUOLO: La lotta alla criminalità organizzata non può più aspettare. PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Aprile 2012 22:56

Il segretario del PD di Sassuolo, rivolge un appello alle istituzioni, per intensificare le operazioni di lotta alla criminalità organizzata.

 

Comincio questa mia nota, rivolgendo un appello a tutte le istituzioni pubbliche, in particolare al Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, sulla necessità di garantire come promesso, in tempi rapidi, una sede operativa della DIA (direzione investigativa antimafia) anche in Emilia Romagna. L' istituzione di una struttura di questo tipo, dovrebbe essere inserita nelle priorità del governo, in contemporanea alla concessione di maggiori risorse per la lotta alla mafia sul nostro territorio. A tal proposito, deve far riflettere l'appello del procuratore Roberto Alfonso, coordinatore della DDA ( direzione distrettuale antimafia di Bologna) che sprona i modenesi a non subire passivamente questa situazione, richiedendo una pronta attivazione di tutti. "La lotta non la fa solo la magistratura, ma tutta la collettività». Il recentissimo arresto di alcuni componenti del clan dei Casalesi, avvenuto grazie all’ottimo intervento dei Carabinieri della compagnia di Sassuolo, è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi , che certifica il radicamento della criminalità organizzata sul nostro territorio. Minacce ai rappresentanti delle confederazioni di rappresentanza degli artigiani, autotreni incendiati, controlli che palesano violazioni e pesanti irregolarità sul trasporto merci, le vergognose intimidazioni al giornalista Giovanni Tizian della Gazzetta di Modena, l’attentato esplosivo all’agenzia delle entrate e l’ormai consolidata pratica del reclutamento di manovalanza in nero per i cantieri edili; questi esempi non costituiscono più semplici sintomi o segnali isolati, ma la manifestazione di una ben più seria patologia. Non possiamo pensare che le forze dell’ordine tradizionali, già impegnate su diversi fronti, possano accollarsi da sole la risoluzione di questa degenerata situazione. C’è bisogno di dare maggiore spazio alla operazioni investigative, la Dia infatti svolge mansioni differenti ed è composta da personale specializzato a provenienza interforze, con il compito esclusivo di assicurare lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di investigazione preventiva attinenti alla criminalità organizzata, nonché di effettuare indagini di polizia giudiziaria relative esclusivamente a delitti di associazione mafiosa ad essa ricollegabili. Un lavoro molto utile a fornire dettagliate mappature del potere economico dei vari Clan dislocati sul territorio. La nuova mafia è quella degli appalti e dei subappalti, quella che agisce sui mercati nuovi, non terreno di conquista delle cosche in passato. Le infiltrazioni mafiose sono radicate sul territorio e vengono agevolate da un sistema indebolito dalla crisi, che lo espone a enormi rischi, dall'usura al lavoro nero, dall'evasione fiscale e contributiva, alla nascita delle coop spurie e delle società di facciata. Prima qui semplicemente riciclavano il denaro, oggi fanno affari con un alto rischio anche di inquinamento ambientale. Abbiamo bisogno di azioni concrete, da mettere in opera il prima possibile, per ottenere dei risultati da subito: - costituzione parte civile degli enti locali contro la criminalità organizzata, come suggerito dal procuratore antimafia sulla stampa - maggiori controlli nei cantieri edili e nelle ditte che si occupano di trasporto, in Emilia Romagna i dati parlano chiaro esistono ditte di autotrasporti che non hanno automezzi propri una vera anomalia che andrebbe sicuramente analizzata e che richiederebbe l’istituzione di un albo dell’autotrasporto. - le amministrazioni pubbliche dovrebbero applicare con rigore i protocolli sugli appalti, evitando il più possibile le gare al massimo ribasso, ed applicando invece il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa. - si dovrebbero promuovere sistemi di controllo come l’osservatorio sugli appalti e l’istituzione di stazioni uniche appaltanti, grazie a queste le Prefetture potrebbero richiedere in qualunque momento “ogni dato e informazione utile ai fini di prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata”. Un errore grave sarebbe anche quello di eliminare le certificazioni antimafia. - promuovere iniziative da parte di associazioni che si occupano di legalità e di anti-raket, per sensibilizzare e informare la cittadinanza su questi temi. Infine per quanto riguarda i partiti politici ci deve essere attenzione e cura per evitare qualsiasi fenomeno di radicamento od infiltrazione al loro interno che possa minare la democrazia sul nostro territorio. La lotta alla criminalità organizzata deve iniziare da subito non si deve più aspettare. (Appello alle istituzioni: Comune di Sassuolo, Unione dei comuni del Distretto ceramico, Provincia di Modena, Regione Emilia Romagna, Ministro degli Interni, partiti politici e loro rappresentanti).

 
Centro pasti Sassuolo, Pd “La Giunta rompe e i cocci sono nostri” PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Aprile 2012 22:48

“Caselli sposta l'attenzione su progetti fantasiosi per non dover parlare del Centro pasti”

La sentenza di accoglimento del ricorso di Cir da parte del Consiglio di Stato dimostra come la Giunta del sindaco Caselli abbia lavorato con superficialità.

Le ricadute, anche economiche, saranno importanti. Il commento della segretaria Pd di Sassuolo: «La macchina propagandistica del centrodestra sassolese, prova a spostare l'attenzione su progetti fantasiosi e poco razionali, per non dovere parlare di quanto sta accadendo per il centro pasti a Braida. Una storia che lascia l'amaro in bocca, dove Giunta e cittadini non si sono mai trovati d'accordo su nulla: in quella zona servono strutture per i servizi, centri di quartiere, scuole, non una nuova entità produttiva. Quando tutto sembrava finito, ecco che arriva un colpo di scena: il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di CIR. Praticamente la Giunta, per quasi due anni, ha raccontato una favola, dove si parlava di infallibilità amministrativa, di perfezione formale, di ruspe che sarebbero partite in orario. Una favola, per bella che sia, è diversa dalla realtà e il risveglio a volte può essere drammatico. La sentenza del 17 di aprile, stabilisce una verità scomoda: la Giunta ha proceduto ad assegnare il bando sulla realizzazione del centro pasti in modo illegittimo, permettendo l'accesso ad una ditta concorrente, MARKAS, che era da ritenersi inammissibile. Mancava, infatti, alla scadenza dei termini, parte della documentazione necessaria, integrata successivamente con il "dubbio" beneplacito della Giunta. Ovviamente questa decisione ha comportato il ricorso dell'altra ditta concorrente, CIR. Ora, la Corte ha revocato in modo definitivo e inappellabile la concessione con sentenza definitiva. La Giunta, senza attendere la fine dei ricorsi, si è imposta alla cittadinanza, iniziando un braccio di ferro con i residenti , che ha comportato ritardi, manifestazioni, oltre che l'aggravio di numerose spese legali. L'amministrazione ora si trova davanti ad una situazione non solo imbarazzante, ma potenzialmente, e soprattutto economicamente, letale: il sindaco Caselli prova a fare professione di fede, ma la situazione non è assolutamente tranquilla. La data della sentenza, stabilita per il 26 giugno, è in realtà l'appuntamento per decidere l'entità del risarcimento danni da riconoscere a CIR, a cui si aggiungeranno le spese legali sostenute: un imponente, ed imprevisto, esborso, con le difficoltà di bilancio che tutti conosciamo. Se aggiungiamo l'inutilità della struttura, la cui prosecuzione è ora in forte dubbio, pensiamo sia giusto "donare” alla città questo fabbricato, magari sotto forma di centro per il quartiere, sede per associazioni o altro. È chiaro comunque come la superficialità di questa Giunta sia venuta a costare caro, soprattutto in termini economici, a tutta la cittadinanza».

 
OLTRE IL DISTRETTO, relazione convegno PDF Stampa E-mail
Lunedì 26 Marzo 2012 21:56

PRIMO DEI DOCUMENTI PUBBLICATI DEL LAVORO REALIZZATO DAL FORUM DISTRETTUALE DELL'ECONOMIA

ALLEGHIAMO LA RELAZIONE CONVEGNO DEL 25 FEBBRAIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

icon relazione convegno OLTRE IL DISTRETTO (2.04 MB)

 

 
CONSIGLIO COMUNALE: SFIDUCIA AL PRESIDENTE RUBINO PDF Stampa E-mail
Sabato 17 Marzo 2012 01:56
I gruppi consigliari di PD e Lista Pattuzzi presentano la mozione di sfiducia a Francesco Rubino, presidente del consiglio comunale di Sassuolo. Da quando la giunta di centrodestra si é insediata in via Fenuzzi , il consiglio comunale ha progressivamente perso di importanza e serietà. Il diffide clima che si respira ad ogni seduta rendono i lavori estremamente complessi, svilendo di fatto il ruolo che il consiglio ha per la buona amministrazione della città. Considerando l'importanza del consiglio Comunale, organo decisionale e di rappresentanza dei cittadini, riteniamo indispensabile il ritorno ad un clima di civile confronto e rispetto delle regole. Per non pregiudicare oltre l'azione amministrativa necessaria per la città, siamo giunti alla decisione di presentare una mozione di sfiducia per il presidente del consiglio comunale Francesco Rubino. Ovviamente una decisione di questo tipo non si prende a cuor leggero, ma riteniamo che allo stato attuale delle cose, solo una forte discontinuità con il recente passato possa favorire il ritorno ad un clima di civile e rispettoso confronto. Il Presidente del consiglio comunale, come precisato nella mozione presentata, ha palesato in diverse occasioni carenze tecniche intollerabili per il ruolo da lui svolto. Con il passare del tempo si é evidenziata una scarsa conoscenza del regolamento, aggravata dall'incapacità di mantenere l'ordine durante il consiglio comunale. Se non bastasse a queste gravi lacune, si sono aggiunti comportamenti equivoci, sicuramente di parte e quindi non inclini al ruolo istituzionale ricoperto da Rubino. Nella mozione di sfiducia sono elencate con puntualità le mancanze di questa gestione, sempre comunque al limite dalla correttezza istituzionale. Completiamo il quadro della situazione, descrivendo come anche Luca Caselli si é spesso operato per rendere ancora più infuocato il clima consiliare. Il sindaco di Sassuolo, proprio per il ruolo che rappresenta, dovrebbe garantire lo il rispetto di tutti gli organi comunali, e quindi il corretto svolgimento del consiglio. Il continuo stillicidio di provocazioni compiuto ai danni della minoranza consigliare, e a volte anche del pubblico, va in netto contrasto con il giusto comportamento da tenere. Con l'aggravante che questo cattivo esempio autorizza di fatto l'inasprirsi del confronto, dando via libera a comportamenti altrettanto gravi messi in atto da alcuni consiglieri di maggioranza. La mozione di sfiducia al presidente del consiglio comunale Francesco Rubino, ha lo scopo quindi di riportare al centro della discussione la politica, quella vera, quella che parla dei bisogni dei cittadini e delle scelte amministrative piú opportune. Per fare questo bisogna ritrovare il giusto rispetto per le istituzioni, cosa finora neanche lentamente dimostrata dalla gestione del presidente Rubino.
 
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